28 Luglio 2017
L'ARCHIVIO FRANCO ANGELI RIAPRE IL 12 SETTEMBRE. Nel frattempo potete contattarci al nostro indirizzo di posta elettronica info@archiviofrancoangeli.org
27 Maggio 2017 - 22 Ottobre 2017
IO NON AMO LA NATURA. POP ART ITALIANA DALLE COLLEZIONI DELLA GAM-TORINO, COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN FRANCESCO, CUNEO
La Fondazione CRC e la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea presentano Io non amo la natura - Pop Art Italiana dalle collezioni della GAM-Torino a cura di Riccardo Passoni, in mostra a Cuneo, nel Complesso Monumentale di San Francesco da sabato 27 maggio 2017 a domenica 22 ottobre 2017.   La mostra – promossa dalla Fondazione CRC in occasione dei 25 anni dalla nascita, nel gennaio 1992 – propone un excursus intorno alla Pop Art italiana, attraverso una selezione di cinquanta opere tra dipinti, sculture e video, tutte provenienti dalla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.
L’esposizione nasce dalla volontà di riflettere sulla vicenda storica della Pop Art in Italia, alla luce della recente rinnovata attenzione da parte della critica. Gli aspetti principali su cui la critica si è soffermata nel rileggere il fenomeno includono, da una parte, lo studio della cronaca di quegli anni, alla ricerca di corrispondenze dirette con l’arrivo e l’esplosione del fenomeno Pop americano sul suolo italiano e dall’altra, la messa a fuoco della provenienza culturale e linguistica degli artisti italiani, evidenziandone contiguità e differenze rispetto agli internazionali.

La mostra occupa i suggestivi spazi del Complesso monumentale di San Francesco − restaurato e restituito alla città nel 2011 grazie a un ingente finanziamento della Fondazione CRC e adiacente al Museo Civico di Cuneo − e vuole ricostruire l’ampio ventaglio delle proposte italiane maturate nei primi anni Sessanta. In quegli anni numerose furono le corrispondenze tra il progressivo ma rapido affermarsi della Pop Art americana e la scena italiana, in particolare nelle città di Roma e Torino, così come la circolazione degli artisti e delle loro proposte linguistiche.   Il percorso espositivo illustra, per campionamenti, le differenti declinazioni di stile degli artisti, tra cui Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Fabio Mauri, Mario Ceroli, attivi sulla scena romana, accanto a personaggi come Jannis Kounellis e Pino Pascali. Sul versante torinese, la mostra raccoglie opere di Ugo Nespolo, Aldo Mondino, Michelangelo Pistoletto, Antonio Carena. Sullo sfondo, tra le tante altre proposte in mostra – volte anche a presentare importanti esiti collaterali, non dichiaratamente Pop ma contestualizzabili in quella temperie di sviluppo e ricerca – esempi delle ricerche pioneristiche di Mimmo Rotella e Enrico Baj.

Completano la mostra opere della Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris e della Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea, tutte custodite presso la GAM di Torino. «Una mostra che siamo orgogliosi di promuovere insieme alla Fondazione CRC e che permette di esporre a Cuneo, in una cornice davvero particolare come il complesso monumentale di San Francesco, opere del prestigioso patrimonio del nostro museo, che possono così riemergere in un nuovo contesto espositivo» aggiunge Carolyn Christov-Bakargiev, direttore della GAM di Torino.  «Tutte le opere esposte provengono dalla GAM» racconta Riccardo Passoni, curatore della mostra e vicedirettore della GAM di Torino «Ed è importante sottolineare come la maggior parte di esse abbia trovato posto nelle nostre collezioni già da molto tempo. Questo è stato possibile soprattutto grazie all’arrivo nel museo, alla metà degli anni Sessanta, della collezione del Museo Sperimentale di Arte Contemporanea fondato nel 1963 da Eugenio Battisti presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Genova. Rileggere quella importante collezione da questo nuovo angolo visuale, ha costituito per noi una vera sorpresa, proprio per la ricchezza di opere sul tema Pop e dintorni. » «Siamo estremamente felici di questa collaborazione con la GAM» dichiara Giandomenico Genta, Presidente della Fondazione CRC «Io non amo la natura è prima di tutto un evento di grande richiamo e rilievo per la promozione turistica e culturale di Cuneo e provincia. Proprio quest’anno, inoltre, la Fondazione CRC compie i suoi primi 25 anni: una ricorrenza che abbiamo voluto celebrare con questa mostra, occasione unica per avvicinare al mondo dell’arte i nostri concittadini, i giovani e le scuole». L’esposizione sarà corredata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

Dal 27 Aprile 2017 al 22 Ottobre 2017
CUNEO
LUOGO: Complesso Monumentale di San Francesco
CURATORI: Riccardo Passoni
ENTI PROMOTORI:
Fondazione CRC
COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 0171 634175
E-MAIL INFO: progetti@fondazionecrc.it
13 Maggio 2017 - 08 Ottobre 2017
IL MITO DEL POP. PERCORSI ITALIANI- Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato, Pordenone
Pordenone, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "A. Pizzinato", Viale Dante, 33

Mostra a cura di Silvia Pegoraro

C’è stata una via italiana al Pop ed è stata assolutamente originale. Silvia Pegoraro lo evidenzia con questa mostra dal forte taglio critico, che riunisce alla Galleria d’arte moderna e contemporanea Armando Pizzinato di Pordenone, circa 70 opere, sceltissime e alcune mai prima esposte.  Un progetto espositivo che mira ad evidenziare la particolarità e l’originalità della via italiana alla Pop Art.

“E’ il momento – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone Pietro Tropeano – di avviare l’approfondimento e la rilettura di un movimento artistico italiano di grande importanza com’è quello della Pop Art che in Italia ha avuto tanti protagonisti in un periodo tra i più vivaci dell’arte contemporanea nel nostro paese.”

Il 1964 è l’anno del trionfo della Pop Art americana alla Biennale di Venezia, ma contemporaneamente tra Roma e Milano si concentrano gli artisti che hanno espresso il meglio della pop art italiana.

“Il gusto tutto europeo e italiano, prima ancora che nei riferimenti alla tradizione artistica, si manifesta – afferma la curatrice – nella forte istanza di intervento artigianale/manuale, lontana dalle tecniche prettamente industriali utilizzate dalla Pop americana. Una originalità che le opere in mostra confermano. Evidenziando che, fondamentale nel confronto, è soprattutto l’inclinazione degli italiani a lavorare su stereotipi culturali, anziché soltanto su oggetti-merce e su immagini della comunicazione di massa, con una più spiccata manipolazione delle immagini”.

In mostra opere di: Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Gianfranco Baruchello, Gianni Bertini, Umberto Bignardi, Marisa Busanel, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Lucio Del Pezzo, Bruno Di Bello, Luigi Di Sarro, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Piero Gilardi, Ettore Innocente, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Gino Marotta, Titina Maselli, Fabio Mauri, Aldo Mondino, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Cesare Tacchi, Emilio Tadini, Giulio Turcato.

L’esposizione è promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone, in collaborazione con l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia, con il contributo di Fondazione Friuli, e con il sostegno di Crédit Agricole Friuladria e Itas Mutua.

Luogo: Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato
Viale Dante, 33 Pordenone
http://www.artemodernapordenone.it
Data: Dal 13 maggio al 8 ottobre 2017
Orari: Da mercoledì a domenica: 15.00 – 19.00;
Ingresso: Intero € 3,00, ridotto € 1,00.
Info: Comune di Pordenone: (+39) 0434 392918/392941, attivitaculturali@comune.pordenone.it

Ufficio stampa nazionale
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499,
Referente Stefania Bertelli gestione1@studioesseci.net
21 Aprile 2017 - 17 Settembre 2017
Dai ‘60s ai ‘60s Un secolo dopo l’Unità d’Italia, la Pop Art - Museo Nazionale del Risorgimento, Torino
Comunicato stampa


Dai ‘60s ai ‘60s
Un secolo dopo l’Unità d’Italia, la Pop Art
a cura di Luca Beatrice e Ferruccio Martinotti
Museo Nazionale del Risorgimento, Torino
21 aprile – 17 settembre 2017

Gli anni Sessanta dell’Ottocento e gli anni Sessanta del Novecento: un cortocircuito di immagini e suggestioni tra l’Italia dell’unificazione e quella del boom economico. Nasce da qui Dai ’60s ai ’60s. Un secolo dopo l’Unità d’Italia, la Pop Art, la nuova mostra  curata dal critico d’arte Luca Beatrice e dal direttore del Museo Nazionale del Risorgimento di Torino Ferruccio Martinotti.
Un percorso che si propone, attraverso una selezione di testimonianze artistiche delle due epoche in un allestimento sorprendente e inconsueto, di ingenerare suggestioni di “dialogo” non didascaliche, né didattiche, ma visuali, dove sarà il visitatore a ricercare connessioni per analogia o antitesi che inneschino curiosità emozionali, dalla storia fino all’attualità.
“La mostra si colloca all’interno del nostro progetto di riposizionamento dell’offerta culturale e sociale del Museo – dichiara il direttore Ferruccio Martinotti -  Dopo essere usciti dai nostri confini e avere incontrato gli studenti nelle scuole di periferia, dopo aver riaperto al pubblico la Camera del Parlamento Subalpino, è giunto il tempo di accogliere l’arte, anche nelle sue declinazioni altre rispetto alle nostre collezioni”.
“La nostra sfida è quella di mettere a confronto gli anni Sessanta dell’Ottocento con i Sessanta del Novecento – afferma Luca Beatrice - per verificare  se è possibile che ad alcuni momenti cruciali nella storia corrispondano altrettanti momenti in cui l’arte e la cultura abbiano cavalcato lo stesso entusiasmo, mettendo in campo nuove energie e ridiscutendo così parametri e coordinate”.

Il 1860 si caratterizza per l’eccezionalità dell’impresa dei Mille, Garibaldi è l’eroe per antonomasia. Poco meno di un anno dopo, nel 1861, viene sancita l’Unità d’Italia: nell’arco di appena ventitré mesi nasce, in modo imprevisto, rapido e contraddittorio, un Regno non ancora del tutto completato, con ventisei milioni di abitanti. È uno Stato nuovo, perché mai esistito prima nella geografia politica europea e uno Stato vecchio, innestato sulla solidità del Regno di Sardegna, che riunisce diversità abissali, squilibri territoriali, economici, sociali e culturali.
Cento anni dopo, nel 1961, l’Italia entra a pieno titolo nella contemporaneità. Boom economico, aumento significativo del PIL, esplosione demografica verificata con il censimento del 1961, definitivo inurbamento e spostamento migratorio interno verso le metropoli, dove si trova una maggiore occupazione rispetto alle campagne e alla provincia. Il volto dell’Italia cambia rapidamente, anche se sono passati appena quindici anni dalla fine del fascismo e della devastazione bellica. 
Ed è in quegli anni che anche in Italia esplode la Pop Art, espressione dell’arte dei paesi più evoluti, Inghilterra e Stati Uniti in particolare, diventando almeno fino al 1967 il genere pittorico più interessante proprio perché intrinsecamente collegato ai fenomeni sociali del tempo. E, forse per la prima volta, sorpassa un certo regionalismo tipicamente italico per affermarsi a livello nazionale: da Roma - con gli artisti di piazza del Popolo - a Milano; da Firenze a Torino, che proprio nel 1961 ridisegna l’intero quartiere di Italia ’61, la Pop Art di casa nostra stabilisce un ponte soprattutto con New York, in particolare per la leggendaria mostra The New Realist alla Sidney Janis Gallery che vede la partecipazione, tra gli altri di Mimmo Rotella e Mario Schifano. 
Dai ’60s ai ’60s presenta il decennio ottocentesco attraverso la selezione di due tempere del racconto per immagini di Carlo Bossoli, reporter eccezionale dei fatti d’arme delle località e delle battaglie che fecero da sfondo all’unificazione nazionale e la cui notissima collezione, commissionata da Eugenio di Savoia Carignano e dagli editori londinesi Day & Son,  fa parte dell’esposizione permanente del Museo. Larga parte dell’illustrazione è rappresentata poi dalla pittura di storia che, lanciata dal Concorso Ricasoli nel 1859, dilagò negli anni Sessanta dell’Ottocento, divenendo un vero e proprio fenomeno di moda. La pittura di storia, tipica dell’arte risorgimentale italiana, con il proprio fondamentale carattere celebrativo, era allo stesso tempo espressione emblematica di quei pittori–soldati volontari, che parteciparono alle campagne per l’indipendenza, spesso tra le file dei volontari garibaldini, ritraendole poi nei propri quadri. Alle tele di Cesare Bartolena, Michele Cammarano, Raffaele Pontremoli, Angelo Trezzini, fanno così da contrappunto quelle di Massimo d’Azeglio e del militare di carriera Cerruti Bauduc, alternate nell’esposizione, alle grandi fotografie di eventi e volti che segnarono il decennio.
Gli anni ‘60 del Novecento sono per contro rappresentati in mostra da opere dei seguenti artisti contemporanei, provenienti da collezioni pubbliche, private, con un significativo nucleo gentilmente concesso dalle collezioni Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia: Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Renato Mambor, Mimmo Rotella, Giosetta Fioroni, Emilio Tadini, Enrico Baj, Gianfranco Pardi, Gianni Bertini, Roberto Malquori, Ugo Nespolo, Piero Gilardi, Aldo Mondino.
Il catalogo, sempre a cura di Luca Beatrice e Ferruccio Martinotti, è pubblicato dalla società editrice Umberto Allemandi & C. 
La mostra ha il patrocino della Città di Torino e della Regione Piemonte. È realizzata in collaborazione con Intesa San Paolo, con il contributo della Fondazione CRT e con il sostegno di Aminta Insurance Broker e Axa Art.



Titolo: Dai ’60s ai ’60s. Un secolo dopo l’Unità d’Italia, la Pop Art
Sede: Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, piazza Carlo Alberto 8
Periodo: 21 aprile  – 17 settembre 2017, mar-dom ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17)
Ingresso: biglietto unico mostra + museo 10 euro (previste le consuete riduzioni)
Tutte le informazioni sul sito www.museorisorgimentotorino.it
04 Aprile 2014
NUOVO ORARIO DI APERTURA ARCHIVIO FRANCO ANGELI
IL MARTEDI' DALLE 10.30 ALLE 17.30
11 Dicembre 2012
Decalogo per l'acquisto di opere d'arte contemporanea
La commissione nazionale italiana per l'Unesco invita a far tesoro del decalogo contro l'incauto acquisto messo a punto dai Carabinieri dei Beni Culturali e dagli esperti della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Si tratta di semplici consigli da tener presente quando si desidera comperare un'opera d'arte contemporanea.
- Verificate sempre che l'opera sia corredata da certificati di autenticità o provenienza.
- Acquistate con fattura o scontrino con descrizione dell'opera.
- Prima dell'acquisto, verificate l'autenticità del certificato presso l'artista, l'archivio o il soggetto autorizzato ad archiviare le opere.
- Controllate la corrispondenza tra foto autenticata ed opera originale.
- Rivolgetevi a venditori inseriti da anni sul mercato, preferibilmente che abbiano avuto rapporti stretti con l'artista.
- Diffidate di expertise fornite da persone che non abbino titolo a farlo e rivolgetevi pertanto a Fondazioni, Archivi ed Esperti con titoli accademici.
- Diffidate dell'"affare".
- Informatevi sull'opera dell'artista e sui riferimenti accreditati di quell'artista.
- Seguite il mercato e le quotazioni.
- Evitate intermediari non facenti parte del settore ufficiale.
27 Maggio 2011
COMUNICAZIONE ARCHIVIO FRANCO ANGELI- PASSAGGIO DI PROPRIETA' PER OPERE ARCHIVIATE
L’Archivio Franco Angeli invita i gentili collezionisti, in caso di cambio di proprietà delle opere archiviate, a comunicare all’Archivio i dati dei nuovi proprietari, in vista di future mostre e pubblicazioni.
27 Maggio 2011
COMUNICAZIONE ARCHIVIO FRANCO ANGELI- PUBBLICAZIONE SUL SITO DELLE OPERE ARCHIVIATE
Si comunica ai gentili collezionisti che desiderano veder pubblicate le loro opere archiviate, a inviare immagini  di tipo professionale ad una risoluzione di 72 dpi, per la pubblicazione tra le opere del sito.